Europa: come funziona?

Seconda serata dedicata all’Europa della scuola di politica dell’Associazione Benecomune di Savigliano.

Con l’intervento di Franco Chittolina, Presidente dell’associazione APICE, si è approfondito il funzionamento delle istituzioni europee, i processi decisionali, i cambiamenti nel corso degli anni. Una lezione interessante che ha catturato l’attenzione dei partecipanti per due intense ore (per un problema tecnico non è disponibile la registrazione video).

Partendo dai quattro pilastri delle istituzioni europee (Commissioni Europea, Parlamento Europeo, Consiglio dei Ministri e Corte di Giustizia) Chittolina ha tracciato le funzioni di ognuna di esse, le differenti mission, la vocazione federale del Parlamento Europeo (l’unico eletto direttamente dai cittadini dei 28 paesi membri), della Commissione Europea e della Corte di Giustizia, mentre ha sottolineato la prevalenza della sovranità statale nel Consiglio dei Ministri. Non vi è una vera e propria similitudine con le istituzioni nazionali e bisogna fare attenzione a non fare confusione in questo senso.

Con una puntuale ricostruzione dei processi decisionali europei, del funzionamento dei singoli organi, Chittolina ha saputo in due ore far respirare l’efficiente organizzazione dell’Europa che probabilmente meriterebbe di essere conosciuta di più e invece spesso è percepita lontana dai cittadini. L’Europa funziona bene: questa la sintesi finale, ma pecca spesso della giusta attenzione al suo futuro, alle decisioni più strategiche che paradossalmente non sono prese dai quattro pilastri indicati… È il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo, il cosiddetto Consiglio Europeo che ha il compito di guardare avanti e definire le prospettive. Un punto questo importante quanto complicato, perché il processo europeo può evolvere nel tempo ma anche implodere se continua ad essere minato dalle paure, dai populismi e dalla ricerca di una ritrovata sovranità da parte di chi governa i singoli paesi.

Delle nubi si addensano sul progetto dei padri fondatori. Bisogna aver coraggio, incita Chittolina, nel guardare avanti, nell’accettare anche diverse velocità nell’evoluzione dell’Europa, perché non è sempre necessario esserci tutti, come per l’euro che coinvolge 19 dei 28 paesi. Paradossalmente anche l’uscita della Gran Bretagna (se ci sarà dice lui… perché al momento i negoziati vanno lentissimi) potrebbe scovare chi dietro alla ritrosie del Regno Unito si è nascosto rispetto a fare dei passi avanti.

Insomma un viaggio straordinario, unico nel suo genere sul nostro pianeta, l’unione di tante identità diverse che sta insieme e che solo insieme ha la possibilità di affrontare le prossime sfide globali.

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